Top e flop della prima settimana: verdetti e sorprese sul campo nei gironi dei Mondiali 2026

di Fabio Bologna

La maratona iridata nei tre paesi nordamericani è finalmente entrata nel vivo, regalando fin dalle battute inaugurali una dose massiccia di gol, intensità agonistica e scontri tattici ad altissimo livello. Se alcune grandi favorite della vigilia hanno immediatamente confermato il loro status con prestazioni straripanti e una condizione atletica già invidiabile, altre selezioni altrettanto blasonate si sono clamorosamente infrante contro la fitta rete difensiva e l’organizzazione delle outsider. Questo avvio spiazzante ha finito per lasciare delusi moltissimi tifosi, per scoraggiare i sostenitori storici delle big e soprattutto per rendere le quote vincente mondialiquote vincente mondiali più altalenanti che mai. L’andamento dei gironi sta costringendo, infatti, gli analisti a una continua e profonda revisione dei dati statistici, dimostrando sul rettangolo verde quanto il nuovo format allargato abbia assottigliato i distacchi tecnici.

Le grandi conferme: Germania e Francia corrono, super Inghilterra

Tra le note più liete della settimana d’esordio spicca senza dubbio la spaventosa prova di forza della Germania nel Gruppo E. I tedeschi hanno aperto il loro cammino a Houston con un roboante 7-1 ai danni di Curaçao, trascinati dalla doppietta di Kai Havertz e dalle firme di Musiala e Schlotterbeck. Ottimo debutto anche per la Francia, la super favorita di questa edizione, che nel suo match inaugurale ha superato senza troppi patemi il Senegal per 3-1, confermando la profondità del proprio reparto offensivo. Altrettanto convincente è stata la prova dell’Inghilterra, una delle favorite di questo mondiale, capace di imporsi con un pirotecnico 4-2 sulla Croazia al termine di novanta minuti giocati a ritmi altissimi.

Sulla stessa scia si è mossa la Selección, che ha liquidato l’Algeria con un netto 3-0 grazie a una prestazione ordinata e priva di sbavature. Dopo il brivido dei primi otto minuti, caratterizzati da due gol annullati per fuorigioco (prima a Messi e sul ribaltamento di fronte all’algerino Chaibi), i campioni in carica hanno preso in mano il pallino del gioco grazie a un monumentale Lionel Messi. Il numero dieci ha firmato una tripletta da impazzire (in rete al 17′, al 60′ e al 76′), entrando definitivamente nella leggenda: a 38 anni, oltre a essere il primo calciatore a disputare sei edizioni dei Mondiali, la Pulce ha agganciato il tedesco Miroslav Klose in cima alla classifica dei marcatori all-time della Coppa del Mondo a quota 16 gol complessivi.

Gli scivoloni delle big: Spagna, Brasile e Belgio fermati al debutto

La vera costante di questi primi giorni è stata tuttavia rappresentata dalle frenate inaspettate delle teste di serie. Il verdetto più clamoroso è arrivato dal Gruppo H, dove la Spagna si è infranta contro il muro eretto dall’esordiente assoluto Capo Verde, strappando uno storico 0-0. Nello stesso girone ha rallentato anche l’Uruguay, bloccato sull’1-1 dall’Arabia Saudita.

Non è andata meglio al Brasile nel Gruppo C, costretto all’1-1 da un solidissimo Marocco che ha confermato l’alto livello del calcio africano. Un copione identico a quello del Belgio, fermato sull’1-1 dall’Egitto nel Girone G, e del Portogallo di Cristiano Ronaldo, che non è andato oltre l’1-1 nel match contro la Repubblica Democratica del Congo. Chiude il quadro dei mezzi passi falsi l’Olanda nel Gruppo F, beffata sul 2-2 finale dal Giappone grazie a una zampata di Kamada all’ottantanovesimo che ha vanificato il momentaneo vantaggio firmato da Van Dijk.

Un equilibrio che infiamma il proseguimento del torneo

Questa prima tornata di partite ha dimostrato chiaramente che i valori sulla carta contano ben poco se non supportati da una condizione atletica ottimale e da una tenuta mentale ferrea. I prossimi novanta minuti si preannunciano già decisivi e si trasformeranno, per molte delle grandi deluse del debutto, in veri e propri spareggi da dentro o fuori in cui sarà vietato commettere ulteriori passi falsi. La corsa alla qualificazione è più aperta che mai, e lo spettacolo sui campi americani promette nuove ed entusiasmanti sorprese