Storie e Personaggi

Marsala, Valerio Genesio si ritira dal calcio giocato

di

11 Giugno 2026, 16:32

Ci sono calciatori che lasciano il segno non solo per le loro qualità tecniche, ma anche per il legame profondo che riescono a costruire con una maglia oltre che con una città e con una tifoseria. Quando il rapporto con un club va oltre il semplice aspetto sportivo, il momento dell’addio assume un significato particolare, perché non si conclude una carriera ma si chiude un capitolo di vita fatto di emozioni, sacrifici, gioie e difficoltà.

È il caso di Valerio Genesio, autentica bandiera del Marsala Calcio, che ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo all’età di 39 anni. Un percorso lungo e intenso ma fatto di passione, forte determinazione e senso di appartenenza. Delle caratteristiche che lo hanno reso negli anni un punto di riferimento dentro e fuori dal campo di gioco.

“Quando una maglia diventa parte della tua vita, lasciarla non significa semplicemente smettere di giocare: significa chiudere un capitolo che ti ha formato come uomo prima che come calciatore” – ha dichiarato lo stesso Genesio, sintetizzando in poche parole attraverso una lettera di saluto verso i propri tifosi, il profondo legame che lo ha unito con i colori biancoazzurri.

224 partite con la maglia del Marsala

Con 224 presenze e la fascia da capitano indossata in diverse stagioni, il classe 1987 ha scritto pagine importanti della storia del club lilibetano, il classe 1987 ha vestito anche altre maglie nel corso della sua carriera (Mazara, Folgore, Salemi, Alcamo per citarne alcune) tuttavia il richiamo del Marsala è sempre stato più forte, tanto da riportarlo più volte a quella che ha sempre considerato casa sua calcisticamente parlando. Un legame destinato a rimanere nel cuore dei tifosi, che lo hanno apprezzato non solo come calciatore ma anche come uomo.

Come hai capito che era arrivato il momento di dire basta?

“Quando gli acciacchi iniziano a farsi sentire con maggiore frequenza, capisci che è arrivato il momento di fermarsi.

Nel calcio dilettantistico si cambia squadra facilmente, ma tu sei rimasto per anni. Cosa ha reso questa società speciale per te?

“Marsala è casa mia. Qui vivo con la mia famiglia, e qui ho disputato 224 partite con questa maglia. Per me Marsala non è soltanto calcio, è vita. Ogni volta che scendevo in campo con questa maglia sentivo addosso una responsabilità speciale.

“La partita che rigiocherei”

Se potessi rigiocare una delle tue 224 partite con la maglia del Marsala quale sceglieresti e perché?

“Probabilmente il play out Acireale-Marsala, quell’anno retrocedemmo dopo due pareggi per 0-0 penalizzati dalla peggiore classifica negli scontri diretti. Sbagliammo anche un rigore, oggi la vincerei io!”

Cosa lasci ai giovani che oggi indossano la maglia del Marsala 1912?

“Certamente il senso di appartenenza. Nel calcio di oggi è una qualità sempre più rara”.

Potremmo rivederti in altre vesti, magari come allenatore o dirigente nel prossimo futuro?

“In questo momento mi sto prendendo il tempo necessario per capire quale sia la scelta migliore per me e la mia famiglia. Il presidente mi ha comunque proposto un ruolo all’interno del club”.

Un ultima domanda: ce qualcuno che senti di dover ringraziare in modo particolare per questa lunga e bellissima carriera?

“Il primo ringraziamento va ai miei genitori che mi hanno sostenuto e aiutato dagli inizi di questo percorso. Naturalmente ringrazio la mia famiglia, mia moglie, e miei due “gioelli” Adriano e Federico. Ringrazio tutti i compagni di squadra, gli allenatori e dirigenti che ho incontrato nel corso degli anni. Ma voglio ringraziare soprattutto i tifosi biancoazzurri, il loro affetto e le emozioni che mi hanno regalato resteranno sempre nel mio cuore”.

Ringraziamo Valerio Genesio per la disponibilità nel concederci questa intervista.

Pubblicato il

11 Giugno 2026, 16:32

Condividi sui social
Share