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Edizione provinciale di Palermo


Quando il Palermo era protagonista in Serie A

Ci sono stati anni in cui la Serie A contava tra le protagoniste assolute del campionato una squadra spettacolare, sorprendente e maledettamente forte. Una squadra del Sud, spinta da un tifo caldissimo e da calciatori che hanno fatto faville. Stiamo parlando del Palermo, un club che ha fornito tanti calciatori alla Nazionale per i mondiali del 2006.

Tutto parte nell’estate del 2002 quando Zamparini decide di acquistare i rosanero salvandoli dal probabile secondo fallimento della sua storia. In sole due stagioni, e a distanza di 31 anni dell’ultima volta, agguanta la massima serie e da neopromossa raggiunge per la prima volta in assoluto la qualificazione alla Coppa Uefa, cosa che riesce anche nelle due stagioni successive.

Nella stagione 2009/2010, sotto la guida di Delio Rossi, manca per due soli punti la qualificazione alla Champions League, ottenuta dalla Sampdoria, e deve “accontentarsi” dell’Europa League. È probabilmente la miglior stagione della storia rosanero, contraddistinta da diversi traguardi: l’imbattibilità casalinga, il record di 65 punti stagionali, i 59 gol segnati in campionato, eguagliando un record che durava dagli anni ’50, e le 18 vittorie totali.

Ma non è tutto: nella stagione successiva il Palermo si gioca la finale di Coppa Italia perdendo 3-1 contro l’Inter, ma, in virtù del fatto che i neroazzurri sono già qualificati per la prossima Champions League, ottengono il pass per la seconda competizione europea. Oggi, invece, come è possibile vedere collegandosi a questo sito, la situazione è molto diversa, ma il passato del Palermo resta clamorosamente glorioso.

Il Palermo di Guidolin

Uno dei grandi protagonisti di quella squadra era il tecnico Francesco Guidolin, in grado di allestire una squadra che non temeva confronti con nessuno e che si fregiò di numerosi risultati importanti: dal debutto casalingo, il ritorno della Favorita in Serie A, contro il Siena, deciso da Luca Toni, capocannoniere del precedente torneo e fresco di debutto con l'Italia, al pareggio contro l'Inter a San Siro nella seconda giornata, ancora grazie a un gol di Toni. Un Palermo che arriva alla prima sosta del campionato, a metà ottobre, imbattuto e con 9 punti in classifica: seguono i pareggi contro Fiorentina e a Torino, contro la Juventus di Del Piero, Trezeguet e Ibrahimovic. La prima sconfitta arriva solamente alla sesta giornata, in seguito a un doppietta di Mirko Vucinic, seguita però da altri risultati importanti, come i due pareggi contro Roma e Milan e la vittoria a Roma contro la Lazio. La prima parte del torneo per Guidolin e la squadra si chiude al quinto posto, con un piazzamento che varrebbe l'ingresso in Europa.

La media di 33mila spettatori al Renzo Barbera e i 20 gol realizzati da Luca Toni rendono ancora più dolce l'epilogo di un campionato da raccontare ai nipoti, per i tifosi rosanero. Il merito è quello di avere, con un mercato oculato, portato a  casa calciatori importanti come Andrea Barzagli del Chievo, Cristian Zaccardo del Bologna, Simone Barone del Parma e Franco Brienza del Perugia, oltre alla presenza in rosa di gente come Grosso, Corini, Zauli e Toni: cinque di loro si laureeranno campioni del Mondo con l'Italia due anni dopo. 

Luca Toni

Il bomber assoluto del Palermo era Luca Toni, un attaccante formidabile capace di infiammare il Renzo Barbera. Un uomo di area di rigore. Il suo pezzo forte: il colpo di testa.  Acquistato dal Palermo nel 2003 a 26 anni, scende di nuovo di categoria dato che la squadra doveva disputare il campionato di Serie B. Di questo campionato è stato capocannoniere con 30 gol in 45 partite, aiutando i rosanero a essere promossi nella massima categoria; diventa il giocatore più prolifico in una singola stagione. Con i rosanero ha disputato anche la stagione seguente in Serie A, segnando 20 gol in 35 partite e aiutando in maniera determinante la squadra a classificarsi al 6º posto e qualificarsi quindi per la Coppa UEFA. In questa stagione è riuscito a confermarsi anche nella massima serie ed entrare nel giro della Nazionale. L’anno seguente verrà venduto alla Fiorentina, che rappresenterà un ulteriore step prima del grande salto in una big europea, il Bayer Monaco.

Una squadra, dunque, quella del Palermo, capace di incantare in qualsiasi stadio d’Italia e contro qualsiasi avversario. Al Renzo Barbera era difficilissimo giocare in quegli anni, non solo a causa della bontà della squadra rosanero, ma anche grazie al tifo caldissimo assicurato dai supporters siciliani sempre pronti a spingere la propria squadra del cuore verso traguardi inaspettati fino a qualche anno prima e che oggi, allo stato delle cose, sembrano lontanissimi. 

 

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  Scritto da Redazione il 27/06/2019
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