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Edizione provinciale di Trapani


Orgoglio garibaldino e principi salesiani: Calatafimi Don Bosco story

Nell'attività ultra cinquantenaria della squadra trapanese una Coppa Disciplina, una Coppa Trinacria, una Coppa Sicilia e 4 campionati vinti

L'orgoglio garibaldino e i principi educativi salesiani. Sono questi i principali ingredienti alla base della storia ultra cinquantenaria del Calatafimi Don Bosco, che attualmente milita nel girone A del campionato di Seconda Categoria.

Correva l'anno 1964 - per la precisione il 23 febbraio - quando Don Francesco Campo decise di saziare "la fame di calcio" dei ragazzi calatafimesi istituendo, nei locali della parrocchia "Immacolata", la Polisportiva "San Giovanni Bosco Calatafimi". Prima di allora i giovani si dilettavano in piccoli tornei amatoriali formando squadre di rioni o parrocchiali, che si affrontavano in campi improvvisati.

Don Francesco Campo, oltre a dare una organizzazione strutturata, fornì un terreno situato alle spalle della chiesa che i giovanotti, con ardore e sudore, trasformarono in un campo di calcio. Con tanto lavoro e passione proprie di un popolo che conosce bene la parola sacrificio e che è abituato a lottare - come testimoniano i libri di storia - la società crebbe ed acquistò autostima, tanto che nel 1968 decise di cimentarsi in un campionato federale, quello di Terza Categoria. Grazie alla generosità del giudice Leonardo Ruisi, emigrato in America, l'impianto era stato migliorato con l'aggiunta degli spogliatoi e ormai la cittadinanza aveva tutti i crismi per poter tentare l'avventura in un campionato vero e proprio.

Come colore si scelse il granata, ovvero una declinazione della tinta di quelle giubbe che proprio nel vicino colle di Pianto Romano affrontò, il 15 maggio 1860, le truppe borboniche. La bacheca societaria inizia a riempirsi nella stagione 1965/66 con la Coppa Disciplina. Un trofeo che assume una grandissima importanza per un sodalizio di matrice salesiana, che poneva l'educazione e il rispetto degli avversari come principi cardine da seguire. Un lustro dopo avviene la prima storica promozione con l'approdo in Seconda Categoria. Altra tappa fondamentale è la stagione 1976/77. La squadra centra uno storico double: i giocatori in maglia granata conquistarono il primo posto in campionato e la vittoria della Coppa Trinacria, ottenuta nella doppia finale contro il Melilli.

Dopo un piccolo periodo di flessione la squadra torna a volare in alto nell'annata 1982/83 con una formazione costituita completamente da atleti locali. Dopo un avvio titubante, la squadra primeggia nel campionato di Seconda Categoria battendo all’ultima giornata - al Comunale di Sasi - la Juventina Marsala. Nel 1994, per ovviare a una difficile situazione economica in cui verteva il club, subentra una nuova dirigenza che pianifica un programma triennale il cui obiettivo finale è la vittoria del campionato passando dalla valorizzazione dei giovani. Per questo motivo viene costituita la "Polisportiva Crimiso" con lo scopo di creare un vivaio calcistico.

Il primo anno fu transitorio, nella stagione 1995/96 la Don Bosco si piazzò alle spalle Castellammare e finalmente l'anno successivo giunse la tanto agognata promozione in Prima Categoria con un gruppo fatto da tanti giovani calatafimesi e da qualche importante innesto proveniente da Alcamo. Nella stagione 2002/03 la Don Bosco raggiunge il punto più alto della propria storia in quanto la squadra si piazza al secondo posto in classifica e si ferma ad un passo dal paradiso perdendo ai tempi supplementari il playoff con il Sommatino.

I supporters riescono però a dimenticare subito questa delusione perché sul neutro di Licata i trapanesi nella finale di Coppa Sicilia battono il Palestro (Messina) per 2-0 e arricchiscono così il loro palmares. Altra grave crisi finanziaria nel 2009. La Don Bosco, grazie a un gruppo di giovani sostenitori, si iscrivere solamente in extremis al campionato di Prima Categoria. L’obiettivo è quello di mantenere la categoria e di ricreare il settore giovanile, scomparso negli ultimi anni. La squadra negli anni successivi, formata essenzialmente da giocatori locali, riesce con risultati altalenanti a mantenere la Prima Categoria. Nella stagione 2013/14 la dirigenza prende la sofferta scelta di ripartire dalla Seconda Categoria, con lo scopo di dare spazio ai giovani cresciuti nel vivaio.

A questa nuova generazione di "garibaldini" adesso spetta l'onore di scrivere altre pagine importanti da conservare nell'album dei ricordi di questo glorioso sodalizio.

 

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  Scritto da Giovanni Di Salvo il 02/03/2017
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